Acqua piovana, negli Stati Uniti usarla equivale a rubare

A chi appartiene l’acqua piovana? Chiunque di noi risponderebbe: “A nessuno”. Eppure, in alcune zone del mondo raccogliere l’acqua piovana equivale a rubare. Succede così negli Stati Uniti che solo di recente, grazie soprattutto ai comitati civici e ai movimenti cittadini, hanno intrapreso un percorso per cambiare la legislazione vigente in materia di utilizzo dell’acqua piovana.

di Laura Pavesi

Se ci venisse rivolta questa domanda “Secondo lei, l’acqua piovana a chi appartiene?” tutti risponderemmo istintivamente: “A nessuno”. E tutti daremmo per scontato che se una persona decide di raccogliere la pioggia che cade sul tetto della propria abitazione la può utilizzare come meglio crede: per innaffiare il giardino, per lo sciacquone del WC, per lavare l’auto, ecc.

Eppure, negli Stati Uniti raccogliere la pioggia è illegale. Proprio in alcuni stati centro-occidentali dove le precipitazioni sono tra le più scarse del paese (Arizona, Colorado, New Mexico e Utah) raccogliere le acque meteoriche è illegale e perseguibile a livello penale. Secondo la legislazione vigente in Colorado, ad esempio, è illegale appropriarsi dell’acqua che piove dal cielo, perché – così facendo – si impedisce alla pioggia di arrivare ai corsi d’acqua, la cui gestione e distribuzione (per uso irriguo e/o potabile) è già stata data in concessione a terzi dallo Stato. La pioggia che cade su un tetto del Colorado, cioè, appartiene per legge già a qualcun altro e, pertanto, impedire a quella stessa acqua di raggiungere un fiume o una falda acquifera, equivale a rubare. In materia di acque meteoriche, la legislazione del Colorado prevede il diritto di “previa appropriazione” a favore degli enti governativi e/o dei loro concessionari.

 

Continua a leggere su Senso Civico Cesena

Leave a Comment