Anteprima H2o Turkish Connection

Anteprima  Cesena

H2o Turkish Connection sarà proiettato nell’ambito della rassegna cinematografica per la

“Festa della Terra – Cesena 1^ Edizione” 

lunedì 23 maggio ore 21.00
Cinema San Biagio (sala Verde) – Via Aldini n° 24

 
di Chiara Organtini

«Non mi hanno concesso interviste, neppure voluto ricevermi quelli del Forum Mondiale sull’acqua. Solo sguardi brutti. È stata messa in atto una vera e propria repressione della parola, che per certi versi, è stata considerata dai movimenti per l’acqua pubblica, un successo».

Così racconta Jaroslawa Colajacomo, film maker indipendente, che sta girando l’Italia in queste ore con il suo documentario “H2o Turkish Connection”. Un racconto che, pur partendo dal Forum dell’acqua tenutosi ad Instanbul – a cui parteciparono le multinazionali aderenti al World Water Council – attraversa e spiega dal profondo le ragioni geopolitiche che spingono paesi come la Turchia (con l’assenso degli europei) a controllare e bloccare il flusso di acqua verso i curdi del Kurdistan, la Siria e l’Iraq. Giungendo poi, a cascata, fino ai nostri lidi, il documentario, in vista del referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno, denuncia la situazione in cui versano le società pubbliche dell’acqua, costrette dal decreto Ronchi del 2009 a cedere il 51% al privato, tramite gara entro il 2015, facendo perdere così al cittadino ogni diritto sul nostro bene comune.

Fin da “Aqua mi sangre” (2006), uno dei suoi lavori di esordio, gli addetti ai lavori conoscono Jaroslawa, tanto che intorno le hanno lasciato un bel deserto. «Precedentemente – ella precisa – avevo provato a cercare fondi, finanziamenti, ma nessuno con quello che denunciavo ha avuto il coraggio di sostenere la causa, non me».

Grazie ai movimenti per l’acqua pubblica sparsi in giro per il mondo – dall’Asia minore alla Francia dei due colossi dell’acqua Suez e Vivendi – “H2o Turkish Connection” scorre lento in tutto il paese. La sua efficacia consiste proprio nella divulgazione dal basso, detta anche “social distribution”: un cittadino si fa carico della divulgazione divenendo socio sostenitore. Egli acquista il DVD del documentario organizzando proiezioni gratuite e rivendendo le copie con tanto di diritti SIAE pagati.

«In questo modo ho ricevuto – spiega la film maker – quel tanto che è bastato a me ed ai collaboratori (tra cui volontari ed Un Ponte per…) per ripagare alcune spese vive del film». E poi, dopo aver visto il documentario, si comprende perché la distribuzione dal basso ha un senso. “H2o”, girato tra il 2009 e i primi mesi del 2011, oltre a raccontare la lotta dei movimenti internazionali molto spesso taciuta dai media, racconta la storica riunione del Consiglio comunale di Roma nel dicembre 2010 in cui fu negata – ad hoc – la partecipazione ad alcuni rappresentanti dei comitati per l’acqua pubblica ad assistere alla votazione che chiedeva di attendere il referendum del 2011 per far procedere le attuali Spa dell’acqua pubblica alla vendita delle proprie azioni. In quell’occasione, dopo il voto negativo, i pochi presenti del comitato replicarono con uno striscione, subito strappato dalle forze dell’ordine.

Forse ognuno, sapendo quanto accade, vorrà essere una goccia che contribuisce a farsi mare: di informazione e di protesta.

www.h2oturkishconnection.wordpress.com

Fonte: Nuovasocietà

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