Azionariato diffuso

Ecco una delle soluzioni che cominciano ad affacciarsi all’indomani della consultazione referendaria. Lo stesso Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi nell’intervista rilasciata a Riccardo Chiari (il Manifesto) ne parla apertamente:
“Il voto ha detto che i cittadini vogliono che il settore idrico sia in mano pubblica. Di più, credo che dietro questo giudizio ci sia la richiesta che tutta una serie di beni pubblici come la sanità, la scuola, la conoscenza e appunto l’acqua, restino fuori dalle logiche di mercato. Visto che anch’io la penso come loro, occorre studiare il modo per superare i «meccanismi privatizzanti». Secondo me sull’acqua i capitali si possono trovare altrove. Porto l’esempio delle public company, dell’azionariato popolare, oppure di fondi obbligazionari garantiti.”

Ora per capire quando si parla di Public Company di cosa si stà parlando basta andare su Wikipedia:
Public company è un termine inglese che si utilizza per indicare le aziende che consentono la vendita al pubblico dei loro titoli mobiliari (azioni, obbligazioni, ecc). Di solito ciò avviene attraverso una borsa valori, oppure attraverso l’over the counter (OTC) tramite market maker che non utilizzano servizi di quotazione degli scambi come ad esempio le OTCBB e le Pink Sheet.

Nonostante l’aggettivo “pubblico” la public company è società di diritto privato e di proprietà privata: per indicare una società pubblica (di proprietà dello Stato o di un altro ente statale) in inglese non viene utilizzato il termine public company ma government-owned corporation. In Italia, a volte, il termine public company viene utilizzato per designare la società ad azionariato diffuso.

Una società ad azionariato diffuso è una azienda – solitamente di grandi dimensioni – che suddivide il proprio capitale sociale tra moltissimi azionisti. La frammentazione del capitale di rischio viene mantenuta impedendo ai soci di possedere un numero di azioni superiore ad una percentuale minima del totale (tipicamente dal 3 al 5%). Questo comporta che non sia presente un gruppo di controllo tra i possessori di azioni. Sarà, invece, il gruppo dirigente a prendere le decisioni.

Come dire … quello che gli Italiani a mezzo refrendum hanno chiaramente indicato che deve uscire dalla porta  … cercano di farlo rientrare  prepotentemente dalla finestra

A riprova di quanto sopra basti pensare che anche in Bolivia dopo la guerra dell’acqua, la ripubblicizzazione di SEMAPA (l’impresa privatizzata) e la promulgazione di una nuova legge per la regolazione dei servizi di acqua potabile e fognatura (che, fra le altre cose, prevedeva garanzie a tutela dei diritti delle comunità indigene e contadine), il Governo boliviano insieme alla GTZ  (agenzia governativa tedesca di cooperazione), cercarono di reintrodurre i modelli di gestione economicistica della risorsa attraverso la costituzione delle mancomunidades sotto forma di società anonime miste (SAM) – forma giuridica di diritto privato – con la partecipazione delle imprese municipali e degli utenti. Tale conformazione, che in base alla legge rappresentava il presupposto obbligatorio per ricevere i finanziamenti, per sua natura avrebbe comportato la fine dei comitati e delle forme di gestione autorganizzate.

Tale tentativo di far rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta, fu “smascherato” e avversato dalla Coordinadora del Agua y la Vida…

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