Hera ora ?
FRANKSTEIN (HERA) E’ SFUGGITO AL CONTROLLO DEL SUO CREATORE (I SOCI PUBBLICI)
“Oggi ho assistito ad una delle pagine più tristi prodotte dalla politica di questa città.
All’ordine del giorno vi era infatti una delibera atta a far effettuare ad Hera Spa un altro scalino fondamentale nel progetto subdolo e strisciante di privatizzare della multiutility.
Tutto ciò portato avanti ad arte dall’assessore al bilancio e dal gruppo del Partito Democratico in consiglio, mascherando la cosa come una riorganizzazione interna dell’azienda ed una ottimizzazione delle risorse.
La prima cosa che mi verrebbe da dire è: “Bene, volete ottimizzare le risorse, iniziate da quei due milioni e mezzo di euro spesi in indennità dal vostro consiglio di amministrazione”. Ma questa è un’altra storia…
Partiamo invece dagli inizi: Hera Spa di cui il comune detiene il 14.76 % dovrebbe essere una societa’ a vocazione territoriale legata, per la delicatezza dei servizi che svolge, con un filo diretto ai cittadini e ad i territori in cui opera.
Oggi Hera Spa di pubblico non ha più nulla, se non i suoi azionisti di maggioranza.
Gli amministratori pubblici dei comuni interessati da Hera si lavano la coscienza asserendo che Hera è una società pubblica perché è pubblico il pacchetto di maggioranza delle azioni del capitale sociale della stessa.
Ciò che omettono, specialmente durante la campagna elettorale, dove ci si affretta a urlare “acqua pubblica”, è che quando si assegnano i servizi pubblici della colletività ad una SPA c’è poco da dire pubblico o privato, parliamo di società che devono rispondere al mercato e agli indici della borsa il cui scopo è fare utili e distribuire dividendi.
Non può essere quindi uno scopo della SPA abbassare le tariffe ai cittadini facendo quindi meno utili, effettuare una migliore manutenzione della rete, complicarsi la vita promuovendo pratiche che vanno nella direzione del bene comune come quelle della sostenibilità ambientale, di un ciclo chiuso nella gestione dei rifiuti e di una minore emissione di sostanze inquinanti e cancerogene nell’atmosfera.
Di queste criticità si era coscienti anche quando Hera venne privatizzata, per questo furono previste le SOT (società operative territoriali) come garanzia politica del legame di Hera con il territorio (Hera Bologna, Hera Ferrara, Hera Forli’-Cesena, Hera Imola, Hera Faenza, Hera Modena, Hera Ravenna, Hera Rimini), sapendo già allora che sarebbe stato più funzionale non prevedere l’esistenza degli stessi, ma come ho già detto l’esigenza fu politica in modo tale da salvaguardare la vocazione territoriale dell’azienda. Oggi queste società verranno tutte eliminate in favore di un’unica visione verticalistica dove Hera Spa comanda dall’alto su tutta la regione. Oltre a questo all’interno di questa delibera è prevista la vendita da parte di alcuni comuni, come quello di Ferrara) delle reti del gas.
Nel 2012 saremmo obbligati a vendere le nostre azioni pubbliche in Hera per via di un decreto varato recentemente dal governo. Hera, a quel punto sarà una società privata come qualsiasi altra. L’unico problema è che potra’ agire, grazie a queste delibere scellerate, in un completo regime di monopolio.
Per questi motivi ho deciso di preparare un report da consegnare il prima possibile all’antitrust.
Stiamo partorendo un mostro e invece di rallentare questo processo, ai nostri amministratori piace accelerarlo: Frankestein e’ ormai sfuggito al suo creatore ed ormai, in uno scenario dove i sindaci schiavi degli utili distribuiti non sono in grado di farsi sentire, la macchina è completamente fuori controllo.
Ciliegina della torta ed ultimo punto della delibera, è la modifica dell’articolo 8 dello statuto societario: al momento i soci privati possono acquistare fino al 2% delle azioni di Hera Spa. Dopo la modifica avvenuta oggi la soglia salirà al 5%.
Non si può andare in campagna elettorale gridando acqua pubblica e poi proporre delibere di questo tipo.
Non finisce qui.
Giovanni Favia (consigliere Lista Civica Bologna 5 Stelle)


