Lombardia: approvata legge regionale
Il 22 dicembre è stata una pessima giornata per la Lombardia: il Consiglio Regionale ha approvato il testo di legge sui servizi pubblici locali passando le competenze delle AATO dai comuni alle province (nonostante il decreto mille proroghe), rendendo vincolante il parere dei rappresentanti dei comuni in materia di tariffe ma non sulla scelta del modello gestionale; la legge consente alla Lombardia di ottenere il triste primato di essere stata la prima regione ad aver attuato alle norme previste dalla cosiddetta legge Ronchi.
Alla fine della presentazione degli emendamenti, dopo aver più volte richiesto la verifica del numero legale, le forze di opposizione (PD – IDV – UDC – SEL) hanno abbandonato la sala denunciando la mancanza dell’urgenza di tale provvedimento e l’inadeguatezza della legge che affida di fatto l’acqua al mercato e alle multinazionali pronte ad entrare nella gestione dell’acqua in Italia.
Dunque questa nuova legge regionale è strettamente targata PdL e Lega; entrambe queste forze politiche infatti hanno assicurato il numero legale e votato compattamente per il sì, senza alcun distinguo ed anzi ribadendo in aula la solita tiritera vergognosa che “non si tratta di una privatizzazione“.
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