La battaglia dell’acqua: Sfida italiana in Patagonia

di Paolo Hutter

Da una parte l’Enel, proprietaria dell’impresa locale. dall’altra il vescovo di Aysén, Luis Infanti de la Mora . In mezzo il super-progetto contro cui stanno lottando ambientalisti, scrittori ed artisti cileni: la costruzione di cinque dighe nel cuore di una delle ultime aree intatte del pianeta.

Il vescovo friulano Luis Infanti de la Mora ha scritto nel 2008 un lettera pastorale sull’acqua “Danos Hoy el Agua de Cada Día” scaricabile in spagnolo a questo link.

La lettera è già stata tradotta in italiano dalla Caritas di Udine che la metterà a disposizione tra non molto.

Un gruppo di persone di Aysén e di quella regione della Patagonia cilena sta organizzando un viaggio in Italia e in Europa per partecipare all’assemblea degli azionisti dell’Enel e per incontrare parlamentari e ministri italiani e parlamentari europei.

La legge cilena ha istituito un mercato dell’acqua (Código de aguas, del 1981); che prevede lo scambio sia di diritti temporanei che permanenti, la conseguenza di ciò è che un privato o una impresa diventa di fatto il soggetto che può disporre dell’acqua di un fiume o di un lago. Quando l’Enel ha acquisito la spagnola ENDESA (ora l’ENEL detiene il 92.06% del capitale azionario di Endesa) ha acquisito anche i suoi diritti sull’acqua.

I due principali azionisti dell’ENEL sono:

  • il Ministero dell’Economia con il 13,88% del capitale
  • la Cassa depositi e Prestiti con il 17,36%.

Siamo nella situazione paradossale che lo stato italiano (e quindi i cittadini italiani) detiene diritti sull’acqua nella Patagonia cilena! Per questo la delegazione cilena, tra cui i l vescovo, intendono porre la questione ai Ministri e Parlamentari italiani ed europei.

Ritengo naturale che il Forum Italiano appoggi questa lotta; il Vescovo quando sarà in Italia prenderà certamente una posizione molto chiara contro la privatizzazione e gli chiederemo di sostenere la campagna referendaria.

All’interno del rapporto “I cinque progetti che devasteranno il pianeta”, curato dalla Campagna per la riforma della Banca mondiale e pubblicato da Altreconomia, c’è un’analisi della situazione in Patagonia con le dighe di Enel.

Potete scaricarlo a questo link.

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