Privatizzare l’acqua? E noi cristiani?

Un milione e 400 mila firme contro la privatizzazione dell’acqua: presto si svolgerà, in Italia, un referendum per impedire che un bene così prezioso, indispensabile a ogni uomo, venga considerato “merce” puramente economica invece che “dono” derivante dalla creazione.
 
Il messaggio dei vescovi italiani per la seconda giornata dedicata alla salvaguardia del Creato trattava, qualche anno fa, proprio dell’acqua (“Bene comune e diritto”) aprendosi con un brano della Scrittura (“Il Signore vostro Dio vi dà la pioggia in giusta misura, per voi fa scendere l’acqua”) e sottolineando la “destinazione universale” dell’acqua.
 
Alla vigilia di una nuova Giornata per la salvaguardia del Creato (1 settembre 2010), mi chiedo come sia possibile che tutti i cristiani, ma proprio tutti, anche in Italia non si ribellino contro i tentativi di rendere privato, traendone immondo profitto, ciò che appartiene a tutti.
 
“Ribellatevi, ne avete l’età”, diceva – per altre questioni – don Lorenzo ai suoi ragazzi di Barbiana. “Ribelliamoci, ne abbiamo sempre l’età”, dovremmo dire tutti noi, che andiamo in Chiesa, davanti a chi vorrebbe appropriarsi dell’acqua.
 
O no?

Fonte: Blog della Diocesi di Pistoia

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