Servizi pubblici in saldo. Referendum a rischio
Ugo Mattei, uno dei giuristi estensori dei quesiti referendari ci racconta come negli Stati Uniti, dove ora si trova, il referendum italiano attiri l’attenzione di molti suoi interlocutori, accademici e non.
Il giurista osserva come: “Tutti si dimostrano colpiti dalla brutalità del tentativo con cui il governo italiano cerca di «lisciare il pelo» (qui mi dicono brown-nose) alle multinazionali mettendo sul piatto una torta così ricca.” , e come negli Stati Uniti nessuno avrebbe mai osato proporre tanto e tanto in fretta.
Riporta inoltre come sia ben chiaro che il movimento di popolo e il referendum contro la corporatizzazione finale dei servizi possa invalidare il cammino intrapreso dal governo italiano (il popolo, a differenza dei suoi rappresentanti parlamentari, non è affatto sensibile agli interessi delle multinazionali), ed di conseguenza come tutto questo sia fonte di preoccupazione per i cosiddetti poteri forti globali.
Lo scioglimento delle camere che comporta il «rinvio di un anno» del referendum consentirebbe alla legge Ronchi di produrre i suoi effetti … ed a quel punto la consultazione popolare servirebbe solo a “chiudere le gabbie a buoi fuggiti, con gran brindisi in borsa delle corporation.”
In un simile contesto lo scioglimento delle Camere aprirebbe una questione costituzionale del tutto nuova nel nostro paese.:
“È costituzionalmente ammissibile il rinvio di un anno, provocato da organi di democrazia indiretta (Governo e Parlamento), che svuota interamente di significato uno strumento di democrazia diretta? Possono i rappresentanti del Popolo Sovrano togliere la parola al Popolo Sovrano che rappresentano?”
Osserva infine come gli effetti politici del Referendum siano già ora una corsa bipartisan contro il tempo, per scappare col bottino prima che il popolo si pronunci, è già evidente a Torino dove si sta premendo sull’acceleratore della corporatizzazione del trasporto pubblico torinese (Gtt) ma c’è aria di accelerazione anche in Lombardia e Toscana
Per consultare l’articolo: Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua


