Statuto di Faenza: E’ ora di finirla!!!

COMUNICATO STAMPA

Nei giorni scorsi il Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune Faenza e Comprensorio ha fatto pervenire una lettera al Sindaco Giovanni Malpezzi, all’Assessore all’Ambiente e al Presidente del Consiglio Comunale Luca De Tollis, in cui chiede perentoriamente che si proceda alla modifica dello Statuto Comunale riconoscendo l’Acqua come Bene Privo di Rilevanza Economica. Tale Richiesta fa seguito all’incontro avvenuto ormai da un anno, il 3 giugno 2010, tra il Comitato e l’Amministrazione manfreda e soprattutto a seguito della mozione dal titolo “Acqua Pubblica” approvata dal Consiglio Comunale di Faenza con larga maggioranza in data 27 Settembre 2010 in cui la stessa chiedeva alla Giunta e al Presidente del Consiglio Comunale di produrre le modifiche statutarie e di aderire al coordinamento degli enti locali per l’Acqua Bene Comune.

Il Comitato chiede quindi, in virtù della fortissima mobilitazione durante la campagna di promozione dei referendum che ha portato alla raccolta di più di 1.400.000 firme a livello nazionale e più di 3500 firme nel comprensorio faentino che vengano fatti tutti i passi per giungere velocemente alla modifica dello Statuto Comunale come richiesto dal Comitato e come votato dal Consiglio Comunale.

Se tali passi non verranno formalizzati  e calendarizzati entro il mese di Aprile , il Comitato procedera’ con tutti gli strumenti democratici che la Costituzione gli consente a sensibilizzare la cittadinanza di fronte all’immobilismo della Giunta e della maggioranza in Consiglio Comunale. Il Comitato inoltre se non ricevera’ risposte in merito, procedera’ ad una raccolta firme su tutto il territorio comunale per dimostrare ancora una volta che i cittadini vogliono che il bene acqua sia pubblico e restituito alla collettivita’.

Infine il Comitato rileva che i Consigli Comunali di Solarolo e Castel Bolognese appartenenti al nostro stesso comprensorio hanno già proceduto alla modifica degli Statuti Comunali e quindi non si capisce quali siano i motivi che ne impediscano la modifica se non la mancanza della volontà politica.

 

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