Zanotelli: la Camera fermi l’esproprio dell’acqua
«Privatizzare l’acqua è una follia: è come pensare di privatizzare l’aria». Alex Zanotelli, missionario cattolico in prima linea sul fronte della pace e dell’ambiente, prende posizione contro il voto del Senato che il 4 novembre ha sancito la privatizzazione dell’acqua, concludendo un iter parlamentare avviato nel 2008 dal governo Berlusconi: gestione del servizio idrico a imprenditori o società, mediante gara d’appalto, entro il 31 dicembre 2010. «Quella legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza», sottolinea Zanotelli.
Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto-Calderoli) che muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, affidati ad aziende anche miste, e stabilisce la cessazione degli affidamenti a società totalmente pubbliche entro la fine del 2011. Il Pd, favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto un emendamento-compromesso: l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Una proposta «fatta solo per salvarsi la faccia», accusa Zanotelli.
Per Zanotelli, è «la capitolazione del potere politico» di fronte ai potentati economico-finanziari. «La politica è finita, è il trionfo del mercato, del profitto. E’ la fine della democrazia». Se la Camera non ribalterà il voto del Senato, avverte il Forum dei movimenti dell’acqua, «si sarà celebrata la delegittimazione delle istituzioni». Il decreto «segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione», secondo Emilio Molinari e Rosario Lembo del “Contratto Mondiale dell’Acqua”.
Comuni e Regioni verranno “espropriati” da funzioni proprie, con un vero «attentato alla democrazia». La pensa così anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista.
Tutto questo, mentre il Pd di Bersani continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua, tema sul quale l’opposizione parlamentare non ha mobilitato l’opinione pubblica. «Per questo – insiste Zanotelli – rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto. Devono farlo adesso: il decreto passa alla discussione nella Camera dei Deputati e potrebbe essere votato il 16 novembre».
Ai partiti di opposizione, Zanotelli chiede che dichiarino ufficialmente la loro posizione e si mobilitino su tutto il territorio nazionale, preparandosi inoltre a riportare in aula la legge di iniziativa popolare che nel 2007 ha ottenuto 400.000 firme e ora «dorme nella Commissione Ambiente della Camera». Parallelamente, i comitati salva-acqua lanciano una petizione on-line per chiedere alle Regioni di impugnare la costituzionalità del decreto Fitto-Calderoli e varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.
Ai Comuni si chiede di indire Consigli comunali sull’acqua, di dichiarare l’acqua “bene di non rilevanza economica” e di puntare su aziende pubbliche speciali per la gestione delle proprie acque. «Questa opzione, a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione: si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate».
L’appello coinvolge anche la Chiesa cattolica tramite la Cei. Alla Conferenza episcopale italiana, Zanotelli chiede di proclamare l’acqua un diritto umano fondamentale, «come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in veritate”, dove parla “dell’accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”». Le stesse parrocchie sono invitate a mobilitarsi contro la “mercificazione” della risorsa idrica.
«“Sorella acqua” è sacra, è vita, è un diritto fondamentale dell’uomo», insiste Alex Zanotelli. «Bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. L’acqua – conclude Zanotelli – va preservata dalla legge del mercato: si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi, ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete»
fonte: www.terranauta.it


