Comunicato Stampa 13/06/2011

Il comitato “2 Sì per l’acqua pubblica” di Ravenna ringrazia tutti   i cittadini che si sono recati alle urne per respingere il tentativo di consegnare al mercato il servizio idrico, essenziale per vita stessa.

La  vittoria nel referendum è la vittoria della partecipazione contro chi ha invitato i cittadini ad andare al mare e a rinchiudersi nel proprio individualismo, è la vittoria della legalità contro che ha tentato i trucchi più ignobili per impedire che i cittadini si esprimessero,è la vittoria dell’informazione libera e indipendente contro la censura imposta da tutti i media nazionali più importanti, è la vittoria dell’assunzione di responsabilità contro chi chiede deleghe in bianco, è la vittoria di chi non si rassegna a consegnare la vita nelle mani del potere economico.

Il comitato ringrazia tutti coloro che lo hanno affiancato con impegno, passione e fantasia nella battaglia in difesa dell’acqua pubblica per contrastarne la privatizzazione e la cessione agli speculatori.  Battaglia durata quasi vent’anni e portata avanti  contro tutti i potentati economici e tutti i maggiori partiti politici. Battaglia condotta da centinaia di comitati nei più sperduti comuni d’Italia così come nelle più grandi città, che ha elaborato una proposta di legge di iniziativa popolare firmata nel 2006 da più di 400.000 cittadini e che giace ancora colpevolmente in qualche cassetto delle aule parlamentari, battaglia, infine, che ha visto la raccolta, in meno di due mesi di 1.400.000 firme in calce ai quesiti referendari giunti ora al vaglio delle urne.

Il tentativo, iniziato più di 15 anni fa, di trasformare gradualmente un bene comune in una merce, a beneficio di speculatori e multinazionali, ha subito una pesante battuta d’arresto. Ma la lotta continua, noi vogliamo che l’acqua sia gestita in termini di responsabilità solidale e collettiva, vogliamo una gestione pubblica di nuovo tipo, basato sul controllo democratico e la partecipazione diretta dei cittadini e delle comunità locali.

Il popolo dell’acqua rimane in campo.

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